Il Rapporto Clusit 2026, presentato al Security Summit di Milano, descrive il 2025 come l’anno peggiore di sempre per la cybersecurity: 5.265 attacchi gravi censiti nel mondo, il 49% in più rispetto al 2024. L’Italia non fa eccezione: 507 attacchi, in crescita del 42% sull’anno precedente, pari al 9,6% del totale mondiale. Quasi un attacco su dieci nel mondo colpisce il nostro Paese.
Tra i settori più colpiti spicca il manifatturiero, con un aumento del 16% degli attacchi: un dato che riguarda da vicino il tessuto produttivo italiano, fatto in larga parte di piccole e medie imprese. Secondo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, che ha commentato i dati del rapporto, le PMI manifatturiere e le filiere di subfornitura restano spesso sotto le soglie di compliance della direttiva NIS2, pur registrando una crescita degli incidenti reale e strutturale, non un semplice rumore statistico.
In Italia la tecnica di attacco più diffusa resta il DDoS, capace di mettere fuori uso server e servizi online anche solo per qualche ora, con conseguenze dirette sulla produttività e sulla reputazione verso i clienti. Una rete aziendale mal segmentata, priva di un firewall aggiornato o con VLAN configurate in modo approssimativo, offre ai malintenzionati molte più superfici di attacco di quante un’azienda immagini.
Per una piccola o media impresa, la difesa più concreta parte spesso da basi tecniche solide più che da soluzioni costose. Da ADG Service, quando ci occupiamo di configurazione server e reti LAN per i clienti, includiamo sempre una valutazione della segmentazione di rete, del firewall e delle policy di accesso: sono gli stessi elementi che il Rapporto Clusit indica come più esposti nelle PMI. Quando un dispositivo risulta già infettato, il ripristino passa anche dalla riparazione PC e notebook, con bonifica completa del sistema prima di rimetterlo in rete.
Il messaggio del Rapporto Clusit 2026 per le PMI è chiaro: la crescita degli attacchi non è un fenomeno lontano riservato alle grandi aziende, è già dentro le filiere produttive italiane. Investire oggi in una configurazione di rete solida costa molto meno che gestire un incidente domani.
Per le aziende che vogliono ridurre i rischi, vale la pena leggere anche la nostra guida su AI Act: obblighi e scadenze per le aziende.

